12 sten in dotazione alla SAP di Vallecrosia

Una Vallecrosia (IM) d’anteguerra – Fonte: Fiorucci, Op. cit.

urgente necessità di cautelarsi con le forze alleate della vicina Francia per una maggior collaborazione e soprattutto coordinamentoIl Gruppo Sbarchi era stato creato dal nostro CLN, che mi incaricò ufficialmente, con tanto di credenziali dell’Alto Comando, di rappresentare la Resistenza Italiana presso il comando alleato e di coordinare le loro azioni alle nostre esigenze… Renzo Stienca Rossi in Giuseppe Mac Fiorucci, Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia  <Comune di Vallecrosia (IM) – Provincia di Imperia – Associazione Culturale “Il Ponte” di Vallecrosia (IM)>, 2007

Venne fissata la segnalazione da Radio Londra per la coordinazione dell’attacco: “la neve cade sui monti”, stabilito il luogo, Baiardo, il giorno 17 marzo [1945], e l’ora, le 7 del mattino.  […] I nostri erano discretamente armati, grazie specialmente ai rifornimenti giunti nelle ultime settimane in montagna via mare Mario Mascia, L’epopea dell’esercito scalzo, Ed. ALIS, 1946, ristampa del 1975

Trasbordammo sul motoscafo e sul canotto gli uomini e il materiale delle missioni “Bartali [Giovanni Bortoluzzi, già a capo a settembre 1943 di una prima banda di partigiani in Località Vadino di Albenga (IM), poi dirigente sapista in quella zona, capo missione della Divisione “Silvio Bonfante” presso gli Alleati, vicecapo della Missione Alleata nella I^ Zona nei giorni della Liberazione] 

e “Serpente”, composte da agenti addestrati al sabotaggio. Nelle operazioni di trasbordo alcuni caddero in mare e recuperarli nel buio non fu cosa facile, dovendosi osservare il silenzio assoluto. Attendemmo i segnali convenuti da riva. Anche quella volta nessun segnale. Gli ordini erano di annullare tutto, ma Girò [Pietro Gerolamo Marcenaro] accompagnò ugualmente a terra tutta la missione, mentre io tornai a bordo della vedetta, e nel buio pesto riuscì ad individuare il tratto di spiaggia dinanzi a casa sua. Le difese di quel tratto di costa erano così composte: un bunker alla foce del torrente Borghetto, uno nei pressi della foce del Verbone, un altro quasi alla foce del Nervia. Renzo Gianni Biancheri, in Giuseppe Mac Fiorucci, Op. cit.

12 marzo 1945 – Dal CLN di Sanremo, prot. n° 424, al “capitano Roberta” [Robert Bentley, capitano del SOE britannico, ufficiale di collegamento alleato con i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria] – Comunicava che…  quel giorno stesso il CLN di Bordighera aveva avvertito che “Leo” [Stefano Carabalona] e “Rosina” [Luciano Mannini], accompagnati da altri due partigiani [Renzo Biancheri e Renzo Rossi], erano, nella notte tra il 5 ed il 6 marzo [una notte prima, dunque, rispetto alla data indicata da altre fonti] partiti per la Francia; che “Leo” era sempre ferito; che il suo passaggio in Francia era stato affrettato…

14 marzo 1945 – Dal CLN di Sanremo, prot. n° 436, a “R.C.B.” [Robert Bentley] – Comunicava che … i garibaldini partiti tra il 5 ed il 6 marzo per la Francia non erano ancora rientrati.

4 aprile 1945 – Dal Quartiere Generale rappresentante dell’Alto Comando Alleato al commissario Orsini [Agostino Bramè, commissario politico della V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” della II^ Divisione “Felice Cascione“] – Veniva conferito incarico al commissario in indirizzo di avvisare i responsabili della ricezione degli sbarchi di iniziare le segnalazioni alle ore 23.15 del giorno 4 stesso per i 5 giorni successivi, mentre dal giorno 10 al giorno 12  dovevano iniziare alle ore 24.  L’intervallo tra una segnalazione e l’altra doveva essere di 5 minuti.  Si richiedevano chiarimenti sulla lettera del 29 marzo con la quale era stato comunicato che i tedeschi erano a conoscenza del punto di sbarco.

7 aprile 1945 – Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria a Orsini – Venivano chiesti, dietro protesta del capitano Robert Bentley, chiarimenti circa la distribuzione di armi arrivate in tre differenti sbarchi, circostanze sulle quali non erano state fatte le dovute relazioni.

11 aprile 1945 – Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria al comando della II^ Divisione  – Comunicava che quella notte sarebbe sbarcato al “solito posto” di Bartali [Giovanni Bortoluzzi, già a capo a settembre 1943 di una prima banda di partigiani in Località Vadino di Albenga (IM), poi dirigente sapista in quella zona, capo missione della VI^ Divisione “Silvio Bonfante” presso gli Alleati, vicecapo della Missione Alleata nella I^ Zona nei giorni della Liberazione], che “Capitano Roberta” [capitano Bentley] chiedeva di essere accompagnato a raggiungere il comando della VI^ Divisione e che eventuale altro materiale ricevuto via mare doveva essere tenuto a disposzione del comando zona, che ne avrebbe curato in seguito la distribuzione.

13 aprile 1945 – Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria a Orsini – Si sollecitava maggiore attenzione nell’individuare per tempo e nell’avvertire di movimenti del nemico rispetto alla tematica sbarchi, in quanto il motoscafo di Renzo [Renzo Stienca Rossi], ricevuta una segnalazione sospetta dalla costa, era appena tornato indietro.

13 aprile 1945 – Dal Quartiere Generale Alleato della I^ Zona Liguria [capitano Bentley] al comandante Curto [comandante della I^ Zona Operativa Liguria] – Si segnalava di avvisare il comando della II^ Divisione di mettere a disposizione di R.C.B. [capitano Bentley] i 23 Sten ed i 2 Breda sbarcati a Bordighera [quasi di sicuro, invece, a Vallecrosia, forse in zona Rattaconigli, cioé sul confine tra le due cittadine], insieme ai 2 istruttori di sabotaggio, il 4 aprile u.s. e di aggiungere i 15 Sten con relative munizioni, portati da Bartali. Si fornivano altre indicazioni e si aggiungeva che in allegato vi era una lettera da consegnare in Francia tramite la squadra di Bordighera [Gruppo Sbarchi Vallecrosia, in effetti]

14 aprile 1945 – Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria al comando della II^ Divisione – Veniva comunicato che Bartali, sbarcato il giorno 11, stava proseguendo verso la zona della VI^ Divisione “Silvio Bonfante” per incontrare R.C.B. [capitano Bentley] e che il 20 avrebbe avuto luogo una riunione tra le formazioni garibaldine, R.C.B. e i CLN interessati.

17 aprile 1945 – Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria al comando della II^ Divisione – Venivano annunciati l’arrivo di Bartali con una radio trasmittente e di 2 istruttori di sabotaggio, dei quali 1 <l’agente Raina> doveva essere indirizzato verso la VI^ Divisione.

18 aprile 1945 – Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria al comando della II^ Divisione – Veniva criticato il fatto che non era ancora pervenuto l’elenco del materiale arrivato con gli sbarchi.

19 aprile 1945 – Dal dottor “Turi Salibra* al commissario “Orsini” [Agostino Bramè] della V^ Brigata – Riferiva che i partigiani di Vallecrosia comunicavano che il capitano “Lemme” [forse, invece, il  maggiore Lamb] aveva autorizzato “Renzo” [Renzo Rossi] a trattenere 12 sten per armare le SAP di Vallecrosia [Gruppo Sbarchi Vallecrosia]che rischiano notte per notte la vita durante l’imbarco e lo sbarco dei nostri organizzati” e che al CLN di Sanremo erano stati consegnati tramite “Piero” 14 sten, 2 Breda oltre che varie munizioni e 2 pacchi di bombe a mano [arrivati con i predetti sbarchi].

22 aprile 1945  – Dal comando della V^ Brigata “Luigi Nuvoloni” al Comando della I^ Zona Operativa Liguria – Comunicazione attinente l’attività della SAP di Vallecrosia (IM) , nella quale si sosteneva che, riguardo ai 12 sten in dotazione alla S.A.P. di Vallecrosia (IM), risultava accertata l’autorizzazione del capitano “Lemme“, “responsabile inglese a Nizza degli imbarchi” [clandestini per e dall’Italia], di trattenere le armi per la sicurezza della cittadina; che anche una lettera di “Salibra* confermava la decisione; che seguiva l’elenco del materiale ricevuto in tre sbarchi; che l’ultimo sbarco non era potuto avvenire per l’incidente accaduto all’imbarcazione; che risultavano pervenuti in totale 35 sten, 1 bren, 2 mitragliatrici Breda ed una cassetta di munizioni [ come ricorda la staffetta partigiana Sergio Sergio Marcenaro una cassetta di munizioni pesava in media 50 Kg.  ] per sten .**

da documenti Isrecim in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio – 30 Aprile 1945) – Tomo II – Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia – Anno Accademico 1998 – 1999

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* [Salvatore Marchesi, attivo anche con i nomi di battaglia “Turi” e “Salvamar”, chimico,  ispettore circondariale del CLN di Sanremo per la zona BordigheraVentimiglia, fratello del prof. Concetto Marchesi, quest’ultimo, come noto, un insigne latinista, a sua volta impegnato nella Resistenza a livello nazionale < un esempio: 7 aprile 1945 – Dal CLN di Sanremo a Turi Salibra ed al CLN di Bordighera – L’ufficiale addetto al Comando, Piero, sarebbe stato con il CLN di Bordighera al momento dello sbarco per la ripartizione delle armi provenienti dalla Francia. In base agli accordi le armi sarebbero state assegnate per un 25% alle SAP di Ventimiglia, Vallecrosia e Bordighera e per il restante alle SAP di Ospedaletti, Sanremo, Taggia e Riva-Santo Stefano [allora comune unico]… Rocco Fava, Op. cit. >]

**[Composizione, secondo quanto riportato in Mario Mascia, “L’epopea dell’esercito scalzo“, Ed. ALIS, 1946, ristampa del 1975, del [IX°] Distaccamento S.A.P. di Vallecrosia (IM): Achille Andrea Lamberti, comandante, Aldo Levis Lotti, commissario, Nino Toro Alampi, Ezio Amalberti, Renzo Biancheri, Antonio Tom Demonte, Renato Plancia Dorgia, Saverio Ficara, Eraldo Mura Fullone, Francesco Garini, Mario Grossi, Secondino Maccario, Biagio Maiolino, Agostino Marcenaro, Domenico Marenco, Maria Martini, Gino Moro, Giobatta Ravera, Pietro Raimondo, Enrico Rondelli, Renzo Stienca Rossi, Ennio Sasso, Giacomo Sasso, Giuseppe Spagarino. Si trattava di un Distaccamento dipendente dalla V^ Brigata S.A.P. “Giacomo Matteotti” [comandante Fortunato Carretta, vice comandante Eugenio Carugati, commissario Vincenzo Riveta], con sede a Sanremo (IM), della Divisione S.A.P. “Giacinto Menotti Serrati”].

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Aldo Lotti, Achille Lamberti, Pietro Gerolamo Marcenaro e Renzo Biancheri in Bordighera (IM), 30 aprile 1945 – Fonte: G. Fiorucci, Op. cit.
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Alberto Nino Guglielmi

[    Per le azioni del Gruppo Sbarchi Vallecrosia (si veda a questo link) che si intrecciarono con quelle della richiamata S.A.P. erano attivi, tra gli altri, Pietro Gerolamo Girò Marcenaro, suo fratello Sergio Marcenaro, quattordicenne staffetta, Luciano Mannini (Rosina), Alberto Nino Guglielmi, i fratelli Bartolomeo (Lilò – Volpe) ed Ettore (Lilò – Lupo) Biancheri, Enzo Giribaldi, FrancescoBussi, Renato Plancia Dorgia, Angelo Athos Mariani, Eraldo Mura Fullone. Azioni che si coordinarono al meglio, come ben sottolineato in una sua testimonianza da Paolo Pollastro Loi, con i componenti della Missione Corsaro. Due squadre dirette da Stefano Leo Carabalona [già comandante di un  Distaccamento della V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni”: in tale veste si era particolarmente distinto nelle battaglie di Rocchetta Nervina (IM) e di Pigna (IM); comandante poi, per l’appunto, della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato] sino all’agguato nemico in cui rimase gravemente ferito in Vallecrosia, l’8 febbraio 1945: gli subentrò Renzo Stienca Rossi.  Molti dei patrioti presenti nei due raggruppamenti erano già stati combattenti in montagna    ]

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