Giuseppe Palmero, ferroviere di Ventimiglia (IM), martire della Resistenza

WBC (13)

… e si formano i primi nuclei della Resistenza… … uno di questi, costituito da giovani ferrovieri nella Stazione Ferroviaria col compito di assicurare collegamenti, verrà più tardi scoperto ed i suoi membri arrestati e inviati in un campo di concentramento, dal quale non faranno più ritorno.  Eccone i nomi:  Edoardo Ferrari, cantoniere [fucilato nella strage nazifascista del Turchino] – Olimpio Muratore, alunno – Giuseppe Palmero, manovale – Alessandro Rubini, capo stazione di I^ classe – Ernesto Lerzo, conduttore – Pietro Trucchi, conduttore – Eraldo Viale, operaio…

da MARTIRIO E RESISTENZA della Città di Ventimiglia nel corso della 2^ Guerra Mondiale, Relazione per il conferimento di una Medaglia d’Oro al Valor Militare – Edita dal Comune di Ventimiglia (IM), 10  aprile 1971 – Tipografia Penone di Ventimiglia (IM)

[ Questi martiri patrioti facevano parte del Gruppo Giovine Italia.  Il capitano Silvio Tomasi era anche un membro del C.L.N. di Bordighera (IM), del primo C.L.N. di Bordighera. Di questo Comitato vennero arrestati in quel periodo anche Ettore Renacci, anch’egli deceduto a Fossoli, e Tommaso Frontero, il quale ultimo invece sopravvisse alla terribile esperienza dei lager nazisti ]

Aveva compiuto da poco vent’anni, Giuseppe Palmero *, manovale alle Ferrovie di Ventimiglia (IM): era membro del gruppo “Giovine Italia”, che agiva alle dipendenze dell’omonima associazione clandestina repubblicana formata da molti ferrovieri di Ventimiglia, civili, militari e carabinieri – più di sessanta persone – che prendeva ordini dal capitano di fanteria Silvio Tomasi ** (anch’egli passato da Fossoli, deportato a Mauthausen e là deceduto).
L’organizzazione aveva lo scopo di ostacolare il traffico di materiale bellico sia in Francia sia In Italia, ritenendo imminente lo sbarco alleato.
Il gruppo doveva occupare militarmente la stazione ed un tratto della linea ferroviaria, per preservarle da sabotaggi delle truppe nemiche durante la prevista evacuazione.
Tra il 22 e il 23 maggio 1944  una ventina di affiliati furono arrestati per la delazione di due infiltrati.
Giuseppe Palmero fu arrestato a Bordighera, il 23 maggio 1944, portato a Oneglia assieme ai fratelli Remo ed Ettore Renacci, trasferito al carcere di Marassi (Genova) e poi a Fossoli (1).

Di quel manipolo di coraggiosi ferrovieri si salvò, invero, l’alunno d’ordine Filippo Airaldi. Riuscì dalle parti di Bolzano ad evadere e a lanciarsi dal carro merci che trasportava diversi detenuti in Germania. Aiutato da colleghi, 3 mesi dopo faceva rientro in provincia di Imperia. Arrestato ancora due volte, tornò ogni volta a combattere insieme ai partigiani in montagna.   ]

La sorella di Giuseppe Palmero, Elga, in data 27 febbraio 1996 scriveva al Sindaco di Carpi:
Sig. Malavasi
Io sono la sorella di Palmero Giuseppe, perché mia madre è mancata nel 1987 e si è portata questo dolore della perdita di un figlio di 20 anni.
Mio Fratello era un manovale nelle Ferrovie dello Stato.
Quando al mattino si recò sul lavoro a Ventimiglia non fece più ritorno a casa, mio Fratello era un Politico e fu portato a Oneglia nelle carceri.
Io e mia madre quando ci hanno avvisati ci siamo recate sul posto, mi dissero che erano partiti, e diedero a mia madre i suoi effetti personali/
Dal campo concentramento di Fossoli abbiamo ricevuto delle lettere che ci portava una Signora, perché la sorella aveva il marito a Fossoli e così potevamo avere notizie, l’ultima lettera che abbiamo ricevuto ci informava che sarebbe tato mandato in una zona di lavoro e poi il silenzio.
Nel 1945 mia madre fu avvisata che le salme erano già a Milano.
Un mio cugino andò ed è stato facile identificarlo perché si era fatto un cuore con una pietra rossa con scritto (Palmero Giuseppe, Politico) 23.05.44 Oneglia Ventimiglia.
Sono passati 50 anni sarà molto difficile trovare i responsabili ma penso che qualcuno ci sarà da qualche parte della terra.
Saluti e auguri
Palmero Elga

Probabilmente la signora che portava i messaggi era Carmelina Gatto, cognata di Ettore Renacci di Bordighera (IM).

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La lapide nella Stazione di Genova Principe, dedicata ai ferrovieri patrioti della Liguria caduti per la Libertà. Giuseppe Palmero appare come sesto dal basso nella colonna di destra.

* Giuseppe Palmero, di anni 20, nato il 3 giugno 1924 a Ventimiglia e ivi residente, celibe.
Il numero di matricola a Fossoli, 1422, colloca il suo arrivo dopo il 6 giugno 1944.
Il suo corpo, contrassegnato all’esumazione col numero 15, fu riconosciuto da due conoscenti e identificato da un cugino.
Il suo nome figura tra quelli dei ferrovieri caduti per la lotta di liberazione in due lapidi, rispettivamente nella stazione di Genova e in quella di Ventimiglia.

di Anna Maria Ori, Carla Bianchi Iacono e Metella Montanari

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Comune di Carpi (MO) – Fondazione ex Campo Fossoli

** Silvio Tomasi era nato a Trento il 23 giugno 1907. Frequentò il Corso Allievi Ufficiali di Complemento presso la Scuola del Corpo d’Armata di Verona, diventando sottotenente di complemento. Venne assegnato al 62º Reggimento il 4 ottobre 1928. Volontario nella guerra d’Abissinia, in Etiopia rimase ferito. Nel 1937 venne trasferito all’89º Reggimento di stanza a Ventimiglia (IM). Nel 1940 fu sul Fronte Occidentale: venne proposto per la Medaglia d’Argento al Valor Militare, ma la decorazione non gli fu assegnata perché Tomasi non era iscritto al Partito Nazionale Fascista. Venne quindi inviato sul Fronte Greco-Albanese, dove riportò un grave congelamento ai piedi. Il 5 luglio 1942 partì con l’89° Reggimento per il Fronte Russo: colpito da un nuovo congelamento,  venne rimpatriato. Riprese servizio come aiutante maggiore del I° Battaglione con il grado di capitano. L’8 settembre 1943 si trovava a Monza, dove fu l’ultimo ufficiale a fuggire. Salvò la bandiera del Reggimento, custodita ora presso il Museo delle Bandiere a Roma. Nell’inverno 1943-1944 organizzò a Ventimiglia un gruppo di patrioti. Nel 1944 venne arrestato, torturato, consegnato alla Gestapo e deportato a Gusen-Mathausen, dove, arrivato il 7 agosto 1944, morì il 27 aprile 1945.

 

(1) Più precisamente Giuseppe Palmero (come, del resto, Ettore Renacci) venne trucidato nel corso della strage del poligono di Cibeno:

La strage nazista del 12 luglio 1944 compiuta al poligono di Cibeno presenta ancora molti aspetti oscuri e di difficile lettura. Le ricostruzioni di quell’evento concordano comunque sul fatto che alle vittime, tutti prigionieri politici internati al campo di Fossoli a Carpi (Mo), fu letta la sentenza di condanna a morte, motivata come rappresaglia per un attentato a Genova. Alle 4 del mattino del 12 luglio 1944, 71 prigionieri politici, selezionati la sera prima formalmente per partire per la Germania, furono fatti uscire dalla baracca in cui avevano alloggiato la notte. Renato Carenini fu escluso, Teresio Olivelli riuscì a nascondersi mentre un primo gruppo di 20 prigionieri venne condotto al poligono di tiro. Quando il secondo gruppo di 25 persone giunse al poligono, Mario Fasoli ed Eugenio Jemina si resero conto del pericolo e innescarono una ribellione durante la quale riuscirono a fuggire. I restanti ribelli furono uccisi sul posto dalla guardia russa del campo. Dopodiché i 24 componenti del terzo gruppo partirono dal campo ammanettati per essere fucilati al poligono dove i corpi venivano gettati insieme agli altri in una fossa comune scavata precedentemente da ebrei del campo. 67 furono i prigionieri politici coinvolti nella strage: Achille Andrea, Alagna Vincenzo, Arosio Enrico, Baletti Emilio, Balzarini Bruno, Barbera Giovanni, Bellino Vincenzo, Bertaccini Edo, Bertoni Giovanni, Biagini Primo, Bianchi Carlo, Bona Marcello, Brenna Ferdinando, Broglio Luigi Alberto, Caglio Francesco, Ten. Carioni Emanuele, Carlini Davide, Cavallari Brenno, Celada Ernesto, Ciceri Lino, Cocquio Alfonso Marco, Colombo Antonio, Colombo Bruno, Culin Roberto, Dal Pozzo Manfredo, Dall’Asta Ettore, De Grandi Carlo, Di Pietro Armando, Dolla Enzo, Col. Ferrighi Luigi, Frigerio Luigi, Fugazza Alberto Antonio, Gambacorti Passerini Antonio, Ghelfi Walter, Giovanelli Emanuele, Guarenti Davide, Ingeme Antonio, Kulczycki Sas Jerzj, Lacerra Felice, Lari Pietro, Levrino Michele, Liberti Bruno, Luraghi Luigi, Mancini Renato, Manzi Antonio, Col. Marini Gino, Marsilio Nilo, Martinelli Arturo, Mazzoli Armando, Messa Ernesto, Minonzio Franco, Molari Rino, Montini Gino, Mormino Pietro, Palmero Giuseppe, Col. Panceri Ubaldo, Pasut Arturo, Pompilio Cesare, Pozzoli Mario, Prina Carlo, Renacci Ettore, Gen. Robolotti Giuseppe, Tassinati Corrado, Col. Tirale Napoleone, Trebsé Milan, Vercesi Galileo, Vercesi Luigi.

A questo link la fonte di questa documentazione.

E nella relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell’occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti di cui alla legge n. 107 del 2003, trasmessa alle Presidenze delle Camere il 9 febbraio 2006, la figura di Giuseppe Palmero viene ricordata nel seguente modo: Imputati: Ignoti militari tedeschi – Delitto previsto dagli art. 185, 2° comma, e 211 c.p.m.g. – Parte lesa: Palmero Giuseppe – ECCIDIO DI FOSSOLI ABBINATO AL FASCICOLI RG 2 – INVIATO ALL’AMBASCIATA DI GERM ANIA Archiviato dal Gip della Procura della Repubblica presso il Tribunale Militare di La Spezia (p. 27 del doc. 86/0)

 

Autore: adrianomaini

Pensionato. Blogger (casamaini.altervista.org). Fotoamatore (mainiadriano.blogspot.com). Divulgatore (storiaminuta.altervista.org - primazonaoperativaliguria.blogspot.com - aspettirivieraschi.blogspot.com - grupposbarchi.wordpress.com)

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