Partigiani a Pigna (IM)

 
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Uno scorcio di Pigna (IM), Alta Val Nervia
[…] La Val Nervia aveva capisaldi nazifascisti a Dolceacqua (IM) ed a Pigna (IM) in ben munite caserme. Da tali caserme i nemici facevano puntate sui monti sovrastanti per impedire la formazione di bande partigiane. … A Castelvittorio (IM) nella primavera appena iniziata del 1944 si organizzava una banda autonoma di oppositori ai tedeschi. Erano, per lo più, giovani della zona. Anche a Buggio [Frazione di Pigna (IM)] si tentò una organizzazione, poi un poco infiacchita e ripresa quando si congiunse con un’altra banda a Carmo Langan [nel comune di Castelvittorio (IM)]…
don Ermando Micheletto, La V^ Brigata d’Assalto Garibaldi Luigi Nuvoloni (Dal Diario di Domino nero Ermando Micheletto), Edizioni Micheletto, Taggia (IM), 1975
 
[…] in marzo [1944] tre partigiani del gruppo di Vittò [Vitò/Ivano, Giuseppe Vittorio Guglielmo] sono catturati in Baiardo (IM) dai militi fascisti: un polacco e due italiani (di cognome Repetto e Faraldi). Un ex segretario del fascio, mediante una sua camionetta, porta i tre prigionieri da Baiardo a Pigna (IM), dove vengono rinchiusi nella prigione della caserma. Mario Cichéro si presenta a Erven * [Bruno Luppi] con la dolorosa e preoccupante notizia. In Pigna, per ischerno, agli arrestati, ancora vivi, i nazifascisti celebrano il funerale, con rito religioso; poi li portano nel cimitero e li uccidono. Gli italiani vengono fucilati dai fascisti; il giorno dopo, i tedeschi fucileranno il polacco. Gli italiani, condotti alla morte, avevano percorsa la strada di Pigna cantando “Fischia il vento” e “Bandiera rossa“;  la popolazione aveva ascoltato commossa e muta… una pattuglia del distaccamento di Vittò e di Erven va al Passo Muratone, situato fra Pigna e Saorge, a monte di rio Muratone. Sulla base delle citate indicazioni, l’azione avviene in data 11 giugno. A Passo Muratone vi erano cinque o sei guardie di finanza della repubblica di Salò. La pattuglia partigiana è comandata da Assalto [Carlo Peverello, nato a Castelvittorio il 28 febbraio 1923]. I partigiani, in tutto, erano circa una ventina, fra cui: Serpe [Isidoro Faraldi, in seguito comandante del IV° Distaccamento del II° battaglione “Marco Dino Rossi” della V^ Brigata “Luigi Nuvoloni” della II^ Divisione “Felice Cascione“], Guido di Cetta, Marconi [Gino Asplanato] di Castel Vittorio, e i giovinetti Géna e Spezia (o «Scarzéna») [Pietro Bodrato, nato a Lerici, classe 1927]. L’azione era difficile per la posizione della caserma, che aveva alle spalle il monte e davanti lo strapiombo. A compiere l’attacco fu Assalto, insieme con Géna e Spezia…                                                           
Giovanni Strato, Storia della Resistenza Imperiese(I^ zona Liguria) – Vol. I: La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Sabatelli Editore, Savona, 1976

Antonio Padoan, figlio di un colonnello e di sentimenti liberali, prima del 25 luglio 1943 era parroco di Creppo, un paesino di montagna in Valle Argentina. Poi venne trasferito alla parrocchia di Castel Vittorio, nell’entroterra di Bordighera-Sanremo. Dopo l’8 settembre 1943 aderì alla RSI, aiutò a compilare le liste dei renitenti, sostituì il parrocco di Pigna che si era rifiutato di celebrare la Messa per tre giovani di Baiardo portati in chiesa prima di essere fucilati al cimitero da un plotone fascista. I partigiani della V Brigata lo affrontarono in parrocchia una sera della primavera 1944 invitandolo ad abbandonare il paese. Don Padoan estrasse la pistola e sparò; venne eliminato dopo una violenta colluttazione. I funerali si svolsero a Ventimiglia presenti tedeschi ed i militi di Imperia, che intitolarono al suo nome la Brigata Nera di Imperia.
Ricciotti Lazzero, Le Brigate Nere, Rizzoli, 1983

 
Il rastrellamento di luglio [1944] da parte dei nazifascisti non fu lungo. ll Comandante Vitò aveva ordinato ed organizzato una ritirata di emergenza e dava ordini precisi ai vari comandanti dei distaccamenti di attendere i suoi ordini. […] [Metà agosto del 1944] A Pigna (IM) vi erano molti carabinieri e finanzieri. Pigna era una preoccupazione continua dei partigiani. […] Fu fatto un primo attacco alla caserma dei carabinieri. […] Erven * [Bruno Luppi]: “È  stata un’azione veramente rischiosa quella che abbiamo fatto a Pigna e che adesso non oserei  rifare. Siamo scesi con Vitò a Pigna, a piedi. Era con noi tutto il gruppo di uomini del Comando della Goletta…” […] Erven, Assalto, Argo [Biagio Salomone] ed i partigiani di Castelvittorio diedero l’assalto alla richiamata caserma. Puntarono tre mitragliatori, mentre più indietro un gruppo era pronto a proteggere un’eventuale ritirata. […] Dalle due caserme fu asportato tutto quanto poteva servire ai patrioti, armi, munizioni, viveri […]  [Vitò] Radunò lo Stato Maggiore e studiò nei minimi particolari un attacco alla caserma di Pigna (IM) […] Il distaccamento di Stefano Leo Carabalona dalla parte di Rocchetta Nervina (IM), con Lolli [Giuseppe Longo, poco tempo dopo vice comandante della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato], doveva vegliare con i suoi uomini la strada Dolceacqua-Pigna. La banda di Moscone [Basilio Mosconi, in seguito comandante del II° Battaglione “Marco Dino Rossi” della V ^ Brigata], che vigilava a Gordale, a Monte Mela e a La Marigia, doveva essere la forza di rincalzo insieme con le bande di Prealba e di Passoscio sopra Buggio […]  Giulio Manesero di Pigna (IM), l’amico sincero e devoto, pensava a provvedere ad un progettino di impianto di telefoni per collegare tutti i distaccamenti. Si serviva della linea telefonica in atto e con appropriati congegni ed apparecchi poneva un centralino a Pigna ed uno a Carmo Langan […] Fuoco [Marco Dino Rossi] con i suoi uomini, destinati ad entrare nella caserma, per una migliore riuscita dell’impresa, propose al comando ed ottenne il permesso di andare a Monte Lega, dove vi era in un forte un pezzo di artiglieria 75/27. Con esso si intendeva bombardare la caserma da Monte Moro […]           
don Ermando Micheletto, Op. cit.
 

I partigiani usarono il cannone, opportunamente spostato, per bombardare nel pomeriggio del 22 luglio 1944 la caserma di Dolceacqua (IM); alla fine di agosto iniziò, poi, la battaglia per liberare Pigna  ]

… Giovanni Rebaudo Janò/Monaco operò nel Distaccamento di Buggio [Frazione di Pigna (IM)], comandato da Carlo Cattaneo “Carletto”, attivo nella zona di Carmo Langan [Comune di Castelvittorio (IM)]… a fine luglio [1944] distruzione del Ponte della “Bunda” [in effetti, secondo altri testi, si trattava del ponte degli Erici, sito tra Isolabona e Pigna, poco dopo i prati di Ganté] per tagliare i rinforzi ai tedeschi… Vittorio Detassis in Isrecim

Il presidio di carabinieri di stanza a Pigna passò ai partigiani il 27 agosto 1944 […] Prof. Francesco Biga in Atti del Convegno storico LE FORZE ARMATE NELLA RESISTENZA di venerdì 14 maggio 2004, organizzato a Savona, Sala Consiliare della Provincia, dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Savona (a cura di Mario Lorenzo Paggi e Fiorentina Lertora)

Ai primi di settembre 1944, mentre infuria una battaglia tra la V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” ed il nemico nella zona di Baiardo (IM) Contemporaneamente i garibaldini di Pigna (IM) puntarono la loro mitragliatrice pesante in direzione del trivio di accesso a Baiardo e bloccarono in questo modo i nazisti. Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio – 30 Aprile 1945) – Tomo I – Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia – Anno Accademico 1998 – 1999

Pigna (IM)

2/9/1944 – […] giunge al campo una vecchia signora scortata da alcuni partigiani; la signora, a nostro parere, è accusata di collaborazionismo con i fascisti;  dall’interrogatorio emergono i nomi di autorevoli personalità di Pigna e “Nettu” [anche Nettù, Ernesto Corradi, sino a quel momento comandante di un distaccamento della V^ Brigata, ma che, insieme ad altri compagni e a Giorgio Lavagna, che qui fa da testimone, stava cercando, d’intesa con il suo comando superiore, di passare oltre le linee, per andare a combattere con gli alleati: questi garibaldini riuscirono nell’impresa, trovandosi poi ad operare soprattutto tra montagne del Nizzardo e del Cuneese inquadrati nei reparti stranieri francesi dell’ultima fase della guerra] si offre per procedere al loro arresto. Il paese di Pigna è da alcuni giorni occupato dai partigiani mentre le autorità fasciste seguono i Tedeschi che abbandonano le loro posizioni nell’entroterra a causa dell’avvicinamento degli Americani alla frontiera francese. Scendiamo affiancati da numerosi partigiani e procediamo al fermo di quelle persone che, vigorosamente, smentiscono le accuse loro contestate. Consegnamo agli uomini della V^ Brigata quella gente che ostinatamente non vorrebbe subire un processo sommario e che considera illegittimo, ma solo il Comando che ne ha ordinato l’arresto potrà decidere della loro sorte. Ci separiamo da quel gruppo di compagni che, con i prigionieri, si avvia verso la montagna. Rimaniamo in paese, al nostro gruppo si unisce “Alberto” che, durante il tragitto verso la Francia, ci farà da commissario…                                   Giorgio Lavagna (Tigre), Dall’Arroscia alla Provenza, Fazzoletti Garibaldini nella Resistenza, Isrecim – ed. Cav. A. Dominici – Oneglia – Imperia, 1982

… si nominò un’amministrazione provvisoria [il 18 settembre 1944, con documento redatto sul Registro delle delibere del Comune, venne ufficialmente costituita la Libera Repubblica di Pigna] e si provvide a munire la difesa della zona sia per poter riprendere gli attacchi verso la costa ed in direzione del fronte francese che si andava spostando verso est, sia per far fronte ad eventuali contrattacchi nemici. Infatti il I° distaccamento prese posizione su Passo Muratone alla destra dello schieramento per impedire puntate provenienti da Saorge (in Val Roia, Francia); il distaccamento al comando di Leo [Stefano Carabalona] occupò la stessa Pigna, posta al centro dello schieramento, distaccando una squadra di venti uomini a Gola di Gouta a guardia della strada; infine il IX° distaccamento guidato da Leo il mortaista [Vittorio Curlo], insieme alla banda locale di Castelvittorio (IM), si dispose a difesa sulla linea Monte Vetta-Rio Bonda. Il cardine di tutto lo schieramento era quindi costituito da Pigna […] Ci furono diverse puntate dei partigiani durante tutto il mese di settembre del 1944,  ma la sperata avanzata alleata si era ormai esaurita ed il fronte al confine italo-francese sembrava essersi stabilizzato. Sintomi di un ritorno offensivo tedesco non mancavano e il S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] riceveva continuamente segnalazioni di spostamentì nemici intesi a preparare un vasto movimento contro i patrioti. A fine settembre i presidi tedeschi di Isolabona (IM) e di Dolceacqua (IM) furono notevolmente rafforzati. Vitò, allo scopo di prevenire il nemico – di cui si presentiva che avrebbe presto scatenato un attacco in forze contro le posizioni per tentare di ricacciare i partigiani verso l’alta montagna e di disperderli -, studiò un piano di operazioni che avrebbe dovuto sorprendere i tedeschi nella fase preparatoria e ne avrebbe minacciato tutto lo schieramento sul fronte francese. A fine settembre i presidi tedeschi di Isolabona (IM) e di Dolceacqua (IM) furono notevolmente rafforzati.
Vitò, allo scopo di prevenire il nemico – di cui si presentiva che avrebbe presto scatenato un attacco in forze contro le posizioni per tentare di ricacciare i partigiani verso l’alta montagna e di disperderli -, studiò un piano di operazioni che avrebbe dovuto sorprendere i tedeschi nella fase preparatoria e ne avrebbe minacciato tutto lo schieramento sul fronte francese.
Doria [Armando Izzo, capo di Stato Maggiore, in seguito comandante della V^ Brigata “Luigi Nuvoloni”] venne inviato a Pigna con la squadra di mortai da 81 e da 45, comandata da Leo il mortaista [Vittorio Curlo], in modo che il centro della linea dei resistenti formasse un baluardo formidabile e desse la possibilità alle ali di agire senza la preoccupazione di essere tagliate in due tronconi.
Rinforzata così la difesa di Pigna iniziarono azioni offensive condotte contro la media e bassa Valle del Nervia e contro la Valle del Roia, che, con la grande rotabile che l’attraversa, rappresentava l’unica via di rifornimento per le truppe tedesche attestate nel versante della valle stessa […]                                                                                                             

 Mario Mascia, Op. cit.

 

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Da L’Avanguardia, organo clandestino della Federazione di Imperia del Partito Comunista Italiano, Anno I numero 2 del 1° novembre 1944 – Fonte: Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”

Il 26 settembre Doria, appoggiato da Leo il mortaista [Vittorio Curlo, comandante del IX° Distaccamento della V^ Brigata, in seguito Capo di Stato Maggiore della II^ Divisione “Felice Cascione”] con una squadra di fucilieri ed il mortaio da 45, sviluppò una azione di disturbo su Isolabona. Il mortaio si condusse egregiamente. Non meno di 25 bombe caddero sull’edificio occupato dal nemico, che però non osò uscire. A Pigna, nel frattempo, era giunta una missione [qualche cenno a questo link] composta da ufficiali alleati, accompagnati da un corrispondente di guerra canadese. La missione, studiata la zona, avrebbe dovuto proseguire per la Francia passando attraverso le maglie delle linee tedesche fra Gramondo e Sospel.
In vista della difficoltà dell’operazione, il comando della Brigata stimò opportuno sospendere momentaneamente le azioni, allo scopo di non tenere la zona in continuo allarme ed evitare in tal modo una possibile sorpresa da parte tedesca sul gruppo degli ospiti. La forzata inazione venne sfruttata per rafforzare le linee e Vitò affidò a Doria il compito di cooperare con Leo il mortaista ad un nuovo piano di attacco, nel quale avrebbe concorso l’artiglieria, quella recuperata in qualche modo dai partigiani in vari forti abbandonati di confine. Mario Mascia, Op. cit.

Il capitano Morton, canadese, corrispondente di guerra disse allora e poi scrisse: “Peccato che non abbiamo mezzi di collegamento per far sapere al mondo che qui si è aperto un fronte e che da oltre un mese un pugno di disperati, tiene aperto il contatto coi tedeschi, che non riescono a sfondare“. don Ermando Micheletto, Op. cit.

Nei primi giorni di ottobre del 1944 i tedeschi, puntando ad annientare la I^ e la V^ Brigata d’Assalto Garibaldi, profusero uno dei maggiori, per numero di uomini e vastità di azione, rastrellamenti nei territori dell’estremo ponente ligure, che prese il nome di “Pigna-Piaggia-Upega” dai nomi delle località interessate. L’attacco aveva come principale obiettivo Pigna (IM) […] I tedeschi provenivano in gran parte da Isolabona (IM). Erano fronteggiati dalle scarse armi pesanti a disposizione dei patrioti. Gli attaccanti intrapresero presto un intenso bombardamento. Dalle ore 17 del 5 alle ore 13 del 6 ottobre 1944 due batterie tedesche da 105/17, piazzate ad Isolabona, vomitarono nella zona oltre 500 proiettili… Nei due giorni successivi il bombardamento continuò… Rocco Fava di Sanremo (IM), Op. cit., Tomo I

Dopo l’arrivo di ulteriori forze nemiche dalla Francia, i garibaldini si sganciarono verso Carmo Langan e Cima Marta. Tutta la II^ Divisione d’Assalto Garibaldi “Felice Cascione”, incalzata da più parti della provincia di Imperia dal nemico, fu costretta sino al 18 Ottobre 1944 alla strategica ritirata su Fontane, Frazione di Frabosa Soprana (CN). Fatte salve le dispersioni in altre modalità di altre decine e decine di patrioti  ]

Fino al 18 ottobre 1945 si protrasse il rastrellamento, che costrinse gli uomini della I^ Brigata e della V^ Brigata a riparare in Piemonte. I partigiani riuscirono, non senza subire pesanti perdite, a sganciarsi attraverso il Passo del Bocchin d’Aseo, oltrepassando il Mongioie, trasferendosi a Fontane, Frazione di Frabosa Soprana (CN), in Piemonte. Pigna (IM) venne così persa dai partigiani. I tedeschi procedettero all’ormai consueto e triste rito di incendiare e razziare. I tedeschi, ritenendo fondata l’ipotesi di un imminente sfondamento anglo-americano sulla frontiera italo-francese, intrapresero anche la costruzione di una seconda linea difensiva, per realizzare la quale fu reclutata parte della popolazione, che malvolentieri assolse a questo onere, al punto che “i tedeschi decisero di inviare 300 persone a Verona con l’intento di internarli in Germania“. Rocco Fava, Op. cit., Tomo I

Gli abitanti di Pigna, terrorizzati, cercarono rifugio nelle cantine o fuggirono tra i boschi   ]

… a metà di ottobre 1944 l’esteso rastrellamento effettuato dai Tedeschi tra Pigna e Viozene, durato una decina di giorni… Francesco Biga, Op. cit.

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Fonte: Roberto Trutàlli di Pigna

Civili deceduti nel bombardamento aereo su Pigna del 22 dicembre 1944 alle ore 9,45: Arnaldi Vittoria in Lorenzi, anni 63 Cane Marisa, 21 mesi Lambrugo Bianca in Casiraghi, anni 31 Lantero Lucrezia “Lina de Manun”, anni 34 Raimondo Vittoria in Cane, anni 31 Rollo Margherita in Pani “Margarita de Pilatu”, anni 52   Giorgio Caudano

Nel dicembre 1944 il centro abitato subì inoltre le offese di numerosi bombardamenti aerei da parte delle forze alleate, che distrussero, oltre a parecchie abitazioni, la Piazza Vecchia, detta La Loggia, adiacente la Chiesa Parrocchiale di San Michele, poi ricostruita nel dopoguerra secondo le linee architettoniche originarie, e parte dell’archivio storico del Comune. Il rastrellamento in Pigna del 10 marzo 1945 porterà alla cattura di numerosi ostaggi ed alla fucilazione di 14 partigiani a Latte, Frazione di Ventimiglia (IM)  [tragico episodio su cui un prossimo articolo farà degli approfondimenti]. A Pigna, dove si trovavano tra i 100 ed i 200 tedeschi, il tribunale militare germanico a metà marzo 1945 condannò 5 militari per tentata diserzione. Nello stesso periodo a Pigna e Castelvittorio vennero catturati 100 civili che furono inviati al vicino fronte per eseguire lavori di fortificazione. Rocco Fava, Op. cit. , Tomo I

16 aprile 1945 – Dalla Sezione SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata “Luigi Nuvoloni” della II^ Divisione “Felice Cascione” [responsabile, “Brunero” Francesco Bianchi] alla Sezione SIM della II^ Divisione [“Achille”, Francesco Martelli responsabile] – Comunicava notizie su Pigna già indicate in data 15 aprile con prot. 390/SIM, aggiungendo che il presidio era comandato da un tenente mutilato che sembrava orientato ad entare nelle file garibaldine…

16 aprile 1945 – Dalla Sezione S.I.M. [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata “Luigi Nuvoloni” della II^ Divisione “Felice Cascione” [responsabile, “Brunero” Francesco Bianchi], prot. n° 391, al comando della V^ Brigata [comandante, “Fragola Doria”, Armando Izzo – vice comandante “Gino”, Luigi Napolitano] – Comunicava che… al più presto il responsabile SIM si sarebbe recato a Pigna per prendere contatti con i militari di quel presidio che sembravano intenzionati a passare nelle file garibaldine.

18 aprile 1945 – Dal comando della V^ Brigata “Luigi Nuvoloni” della II^ Divisione “Felice Cascione” al comando della II^ Divisione – Scriveva, dato che il capo di Stato Maggiore [Vittorio Curlo] della Divisione aveva informato lo scrivente comando della decisione del comando di Divisione di formare un nuovo Distaccamento a Pigna (IM) al comando di “Franco”…

Rocco Fava, Op. cit. , Tomo II

* Erven, Bruno Luppi, già incarcerato nel 1935 a Modena per attività clandestina antifascista; iscritto al partito comunista clandestino a Sanremo (IM); ufficiale durante la guerra, partecipò, appena sfuggito alla cattura da parte dei tedeschi, il 10 settembre 1943 ai combattimenti di Porta San Paolo a Roma; riuscì a rientrare in provincia; da comandante di Distaccamento della V^ Brigata venne gravemente ferito il 27 giugno 1944 nella battaglia di Sella Carpe (tra Baiardo e Badalucco); mesi dopo, appena guarito, diventò vice commissario della I^ Zona Operativa Liguria. da Vittorio Detassis in Isrecim

Sulla Repubblica Partigiana di Pigna (IM)

Pigna (IM), Alta Val Nervia: uno scorcio
Pigna (IM), Alta Val Nervia: uno scorcio

Verso la fine d’agosto 1944, in concomitanza con l’avanzata degli eserciti alleati sbarcati in Provenza, la V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” [comandata da Ivano/Vitò, Giuseppe Vittorio Guglielmo, organizzatore di uno dei primi distaccamenti partigiani in provincia di Imperia, dal 7 luglio 1944 comandante della V^ Brigata, dal 19 Dicembre 1944 comandante della II^ Divisione “Felice Cascione”], forte ormai di oltre 950 uomini, iniziò un’azione convergente su Pigna (IM), tenuta da un centinaio di militi repubblicani e centro delle difese nazi-fasciste della zona di montagna. […] Non si dava un attimo di tregua al nemico. Ed il nemico, impotente a resistere, presentendo la sua disfatta, sfogava la sua ira bestiale ed impotente contro le inermi popolazioni: Rocchetta Nervina, Castelvittorio, Gerbonte, Triora, Molini di Triora, Badalucco, piccole pacifiche frazioni, casolari e baite furono così devastati o completamente distrutti.

In quei giorni si distinsero i distaccamenti di Gino (1), di Leo [Stefano Carabalona, poche settimane dopo questi eventi comandante della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato] e di Moscone ([Basilio Mosconi, da fine gennaio 1945 comandante del II° Battaglione “Marco Dino Rossi” della V^ Brigata]. Alla fine il nemico rinunciò a difendere le sue posizioni di Pigna: evacuò il paese e si ritirò su posizioni più arretrate (Isolabona-Dolceacqua), abbandonando nella fuga precipitosa armi e munizioni che furono recuperate dai nostri e che andarono ad arricchire l’esiguo armamento di cui la brigata era provvista. Venne occupata Pigna, dove si stabilì il comando dei partigiani, si nominò un’amministrazione provvisoria […] Mario Mascia, L’Epopea dell’Esercito Scalzo, Ed. ALIS, 1946, ristampa del 1975 a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia

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[Il 18 settembre 1944, con documento redatto sul Registro delle delibere del Comune, venne ufficialmente costituita la Libera Repubblica di Pigna].

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pigna.r4Osvaldo Contestabile, La Libera Repubblica di Pigna, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 1985

[…] in Liguria, dove il movimento partigiano era stato messo in forte difficoltà dalle operazioni tedesche della primavera finalizzate a mantenere libero il territorio in vista di eventuali sbarchi alleati, vide nascere in giugno il primo comando militare regionale. Anche qui il periodo estivo vide la liberazione di diverse porzioni del territorio, come le vallate e diversi centri dell’imperiese da parte dei partigiani della Prima Zona. Queste aree subirono poi pesanti rastrellamenti tedeschi, coadiuvati da reparti italiani della RSI addestrati in Germania, come le divisioni Monterosa e San Marco che, a partire dal 15 agosto 1944, costituiranno, insieme alle altre divisioni repubblichine Littorio e Italia e a reparti tedeschi, l’Armata Liguria al comando del maresciallo Graziani.[…] Gabriele RonchettiLe montagne dei Partigiani (150 luoghi della Resistenza in Italia), Viaggi nella Storia, Mattioli 1885, 2011

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Il territorio che viene liberato è posto sul confine occidentale delle Alpi marittime, fra Imperia e Ventimiglia, al confine francese. Comprendeva il paese di Pigna, che ne fu la capitale, e poi Badalucco, Triora, Montalto, Carpasio, Molini di Triora e altri. In totale 22 comuni per circa 30.000 abitanti. Nella zona agivano le formazioni partigiane della II Divisione Garibaldi Cascione… Nella battaglia cadono molti partigiani e la V^ Brigata garibaldina si riduce a poco più di 200 uomini. Nel giro di un mese si arruolano 600 volontari, molti dei quali sono militi del battaglione San Marco che disertano la formazione fascista e si uniscono ai garibaldini, rivelandosi “ottimi combattenti partigiani”, come afferma la relazione del 5 di ottobre dell’ispettore della zona (Sul documento non c’è traccia del nome) <si trattava di Simon, detto anche Manes, Carlo Farini, ispettore, per l’appunto, della I^ Zona Operativa Liguria> … Ma sul piano politico l’azione di formazione dei CLN e delle Giunte comunali non è facile. “Molte sono le difficoltà… per l’arretratezza politica delle popolazioni rurali, l’inesistenza dei partiti organizzati”. In molti paesi si riescono a costituire comunque i CLN, ma mancano i collegamenti con il CLN provinciale di Imperia. Il comando garibaldino cerca di supplire elaborando in data 15 settembre una circolare di istruzioni “sulla organizzazione dei CLN, delle Giunte comunali e sulla funzione di questi organismi nel momento attuale della lotta contro i nazifascisti”. Nelle Giunte, afferma sbrigativamente il commissario della Divisione Garibaldi Cascione, “la maggioranza deve essere assicurata alle classi meno abbienti, che sono la maggioranza nel paese”. Un criterio che forse non risponde rigorosamente ai principi della democrazia formale parlamentare, ma che ha il vantaggio di ridurre la questione a termini immediatamente chiari. Conclude peraltro la relazione delle formazioni garibaldine: “Il movimento del CLN e delle Giunte incontra grande favore in mezzo alle popolazioni… Tuttavia in molte località persiste ancora uno spirito di passività lamentevole”. E’ il mondo chiuso dei piccoli contadini che istintivamente diffidano di ogni sollecitazione di ordine politico; ma vi contribuisce anche la propaganda anticomunista svolta dagli autonomi di Mauri. In queste condizioni, il funzionamento delle Giunte – laddove si riesce a costituirle – è estremamente problematico, e perfino delle questioni dell’approvvigionamento dei viveri si deve occupare direttamente il comando partigiano. Una relazione afferma infatti che “non esiste un vero e proprio territorio occupato, ma esiste invece un territorio controllato”, che lascia totalmente fuori la fascia costiera. da 1944 – Le Repubbliche Partigiane

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Il 4 ottobre 1944 ingenti forze tedesche attaccarono la Repubblica di Pigna. I partigiani della V^ Brigata respinsero l’assalto dopo alcune ore di lotta accanita. Il giorno successivo Pigna subì un furioso bombardamento che durò fino al tardo pomeriggio, diretto da batterie piazzate a Isolabona (IM). La grande battaglia che seguì si protrasse fino all’8 ottobre quando i partigiani, dopo una strenua resistenza e infliggendo gravi perdite al nemico, furono costretti a ritirarsi dal paese sulla linea Carmo Langan – Cima Marta. Iniziò così la ritirata strategica del grosso delle forze garibaldine della I^ Zona Operativa Liguria verso il Piemonte, terminata il 18 ottobre 1944. Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio – 30 Aprile 1945) – Tomo I – Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia – Anno Accademico 1998 – 1999

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A questo combattimento è presente la Missione Alleata [n.d.r.: Missione Flap] che resta ammirata per la forza e per le capacità tattiche delle formazioni garibaldine.
Nel giorno seguente la calma regna assoluta. Ormai è chiaro, e confermato dalle notizie degli informatori del SIM partigiano, che i Tedeschi si preparano per un nuovo e più decisivo attacco.
Nel campo garibaldino si approfitta della calma del giorno 7 per guidare i componenti della Missione anglo-canadese verso la loro destinazione in territorio francese.
Nella notte tra il 7 e l’8 di ottobre gli abitanti di Pigna vivono nell’angoscia e nel terrore. Molti si rifugiano negli scantinati, altri fuggono nelle campagne poiché si rovescia sul paese un bombardamento che, dalle sei del mattino, diventa ininterrotto.
Prima di inoltrarci nelle vicende della furiosa battaglia finale, è opportuno ricordare un’astuzia partigiana: in pieno giorno il mortaio resta piazzato e bene in vista in una «posizione civetta» in modo che, a lungo andare, i Tedeschi ne vengano informati dalle spie. Ma, nelle ore in cui la gente non circola più, l’arma viene portata in un’altra «posizione civetta», che è la vera postazione per il combattimento, cioè vicino al deposito delle granate ed al telefono da campo. Il tutto nascosto tra verdi fronde. I vantaggi dell’accorgimento dei partigiani diventeranno evidenti nel momento dell’attacco decisivo nemico, cioè il giorno 8.
Ma riprendiamo la trama. Per tutta la mattinata, fino al primo pomeriggio, Pigna è un inferno: schianto di bombe a mano e granate di mortaio, crepitio di mitragliatrici e di fucileria.
Tra le 14 e le 16 tutta la zona è investita dal nemico, proveniente dalla Val Roja, il quale riesce ad occupare Passo Muratone ed a scendere verso il paese, mentre un altro contingente s’avvicina dalla strada della caserma. Altri gruppi nemici giungono da Isolabona, monte Olivastro, monte Altomoro, rio Bonda, Saorge. La battaglia, intorno a Pigna, divampa cruenta. Anche la località San Sebastiano è occupata. Arnolfo Giulio Ravetti (Pagasempre), dal campanile della chiesa, cerca di contenere e ritardare l’avanzata nemica con il fuoco del suo mitragliatore. Ormai occorre ritirarsi verso il nord. Ciò avviene nel primo pomeriggio sulla linea Langan­-Grai-Cima Marta.
I Tedeschi riprendono Pigna; ma chissà quanti morti e feriti avranno nascosto nei loro automezzi! A parere di Vittorio Curlo (Leo) [n.d.r.: Leo il mortaista] le forze germaniche operanti si aggiravano sui due-tre battaglioni.
Giungono i distaccamenti partigiani freschi di «Vittò», provenienti da Langan, per proteggere la ritirata, che procede ordinata e rapida, dei compagni stremati dalla lotta. In fatto di tattica militare, «Vittò» è insuperabile. Si salva anche «Pagasempre», sceso dal campanile.
Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) – Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992, p. 377

(1) Luigi Napolitano di Sanremo (IM). Dalle formazioni autonome di “Mauri” a marzo 1944 passò definitivamente alle formazioni Garibaldi dell’estremo ponente ligure. Per le sue doti di coraggio e spirito combattivo veniva subito nominato comandante del 2° Distaccamento che, per l’aumentato numero di volontari, divenne poi Battaglione. Come risulta da un rapporto, era considerato dai nazi-fascisti “elemento assai pericoloso”. Protagonista di un gran numero di battaglie tra le quali: Carpenosa, Giugno 1944; Badalucco, 29 giugno 1944; Ceriana, Agosto 1944; Carmo Langan, 8 ottobre 1944 e febbraio 1945; Baiardo, marzo 1945. Ferito in combattimento a Baiardo. Commissario politico del I° Battaglione “Mario Bini” della V^ Brigata. Vice comandante (come da circolare della II^ Divisione “Felice Cascione” del 29 gennaio 1945) della V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni”. Insignito di Medaglia d’argento al V.M. Vittorio Detassis in Isrecim

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